Autore: InLife Advisory

IVASS: Indetta la prova di idoneità per l’iscrizioni nelle Sezioni A e B del RUI

L’apertura della fase di iscrizione è stata fissata al 1° febbraio prossimo. Confermato il pagamento di un contributo di 70 euro.

L’IVASS ha indetto (attraverso il provvedimento n.116 del 15 dicembre 2021) la prova di idoneità per l’iscrizione nel RUI, anche a titolo accessorio, sessione 2021 (sezioni A e B).

I candidati potranno presentare la domanda di ammissione esclusivamente in via telematica, a partire dalle ore 12 del 1° febbraio 2022 ed entro il termine delle ore 12 del 3 marzo 2022, utilizzando l’applicazione informatica accessibile all’indirizzo www.ivass.it. Non sono ammesse altre forme di produzione o di invio delle domande di partecipazione alla prova di idoneità.

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Anapa apprezza i nuovi chiarimenti di Ivass sulla distribuzione assicurativa

ANAPA Rete ImpresAgenzia ha espresso il proprio apprezzamento nei confronti dei chiarimenti pubblicati dall’Ivass poco prima di Natale relativi al rispetto della disciplina in vigore sulla distribuzione assicurativa.

Nelle nuove Q&A diffuse dall’autorità di vigilanza è stata data una risposta positiva ad alcune delle richieste che ANAPA aveva sollevato nei mesi scorsi, oggetto di un approfondito confronto con Ivass. Le risposte alle FAQ, però, contengono i chiarimenti rispetto a quesiti di interesse generale per il settore assicurativo; non includono dunque risposte a istanze che richiedono modifiche alle diposizioni Ivass – per le quali è comunque necessario avviare procedure di pubblica consultazione, come previsto dal Regolamento Ivass 3/2013.

Tra le istanze rimaste in sospeso, ci sono alcune importanti questioni sollevate da ANAPA, riguardanti soprattutto le disparità di trattamento sulla comunicazione degli incentivi, che attualmente penalizzano gli agenti di assicurazione (iscritti alla sezione A del RUI), nonché le disposizioni sulla pubblicazione delle provvigioni.

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14 Gen

POG e value for money

EIOPA, l’Autorità di Vigilanza Europea del settore assicurativo, attraverso le indagini svolte nel 2021 ha riscontrato la necessità di revisionare i prodotti assicurativi (specialmente i prodotti unit-linked) in modo da garantire maggiore tutela alla clientela. A tal fine, l’ente propone di coniugare l’applicazione della POG con i criteri del “value for money”.

Nel 2021 l’EIOPA ha continuato il suo lavoro di vigilanza sulla condotta delle imprese con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la tutela degli assicurati, degli iscritti agli schemi pensionistici e dei beneficiari. ­­ L’Autorità di Vigilanza Europea ha infatti potere di intervento sui prodotti, attraverso una serie di strumenti di vigilanza e sorveglianza tra cui l’attività continuativa di monitoraggio dei consumatori e del mercato e visite alle Autorità Nazionali Competenti (ANC) (v. “EIOPA Annual report 2020, 2021”). Le attività di monitoraggio comprendono un’analisi sulla complessità dei prodotti e dei contratti, nonché delle verifiche   se le imprese di assicurazione e i gestori dei fondi pensionistici abbiano adeguatamente valutato i cambiamenti nei profili di rischio dei prodotti, sia a seguito del comportamento dei consumatori che degli shock di mercato.

Nell’attuale scenario la redditività rischia di essere compromessa e si rende quindi in molti casi necessario che i prodotti siano rivisti in modo da garantire, da un lato, la sostenibilità dei modelli aziendali e, dall’altro, la centralità della clientela. In tale contesto, l’EIOPA si aspetta che le ANC valutino se i produttori abbiano adeguatamente attuato processi di progettazione e approvazione dei prodotti incentrati sul cliente e che verifichino se tali prodotti siano “value for money” per i consumatori. Per i prodotti esistenti invece le ANC devono valutare se, nei casi in cui shock di mercato abbiano determinato cambiamenti significativi nei livelli di rischio, i prodotti siano ancora allineati al target market e se i rendimenti siano adeguati in modo da garantire il “value for money”.

La crisi legata al Coronavirus ha poi portato ad analisi specifiche su prodotti che non sono “value for money”, facendo leva sul quadro POG su cui EIOPA ha previsto ulteriori interventi nel 2021 e 2022. Queste preoccupazioni derivano anche dalle commissioni elevate e dalle tecniche di vendita aggressive messe in pratica dalle imprese di assicurazione sui prodotti riguardanti l’assicurazione sulla vita e la protezione del capitale (CPI e PPI in particolare), sebbene questi prodotti abbiano il potenziale di offrire benefici significativi ai consumatori (v. “Consumer trends 2019 – Main findings of the report, 2021”)

Nel “Cost and past performance report 2021” sui prodotti di investimento assicurativi (cd IBIPs – Insurance Based Investment Products) l’EIOPA ha segnalato casi di costi elevati, sollevando interrogativi sul “value for money”. In particolare, reputa necessario considerare alcuni compromessi su rendimenti e costi dei prodotti ibridi, in Italia comunemente denominati come “Multiramo”. Infatti, se questi prodotti a livello generale hanno un grado di complessità più elevato perché combinano diverse opzioni con caratteristiche diverse, in caso di tendenze positive del mercato mostrano una redditività significativamente inferiore rispetto ai prodotti unit-linked. Su base quinquennale il rendimento netto medio degli ibridi è stato del 2,1% vs. 2,7% degli unit-linked. Per quanto riguarda la composizione dei costi, quelli amministrativi continuano ad essere i più rilevanti dato che spesso rappresentano più della metà dei costi totali sostenuti dai consumatori, seguiti dai costi di gestione degli investimenti e dai costi di distribuzione. I costi biometrici, cioè i costi applicati per le garanzie assicurative, sono elementi di costo minori.

Per questo motivo il 13 aprile 2021 l’EIOPA ha avviato una consultazione in modo da comprendere come affrontare il rischio monetario nel mercato europeo dei prodotti unit-linked. L’ente ritiene che mettere i consumatori al centro dei processi di progettazione, distribuzione e monitoraggio dei prodotti sia fondamentale per affrontare le questioni legate al “value for money” e che sia necessario un approccio europeo per sostenere lo sviluppo di un’unione dei mercati dei capitali più forte. Per raggiungere tale obiettivo, nel suo documento l’EIOPA presenta le modalità per valutare se i prodotti unit-linked e ibridi siano “value for money” tenendo conto delle esigenze, degli obiettivi e delle caratteristiche del mercato di riferimento. Il documento è incentrato sui seguenti principi:

  • Il valore offerto da questi prodotti dovrebbe essere valutato tenendo conto sia del prodotto nel suo insieme che di ogni componente (investimenti, assicurazioni e garanzie, se del caso);
  • Quando i prodotti vengono testati, i produttori dovrebbero valutare le caratteristiche del prodotto (compresi i costi e i rendimenti), rispetto alle caratteristiche del mercato di riferimento, agli obiettivi e ai bisogni e dovrebbero garantire che non vengano addebitati ai consumatori costi non dovuti;
  • I prodotti di difficile comprensione per i consumatori dovrebbero disporre di mercati di riferimento più granulari e di misure adeguate ad attenuare i rischi legati alla complessità.

Il documento è un primo passo verso un insieme più ampio di strumenti. L’obiettivo è  fornire ulteriori orientamenti per le imprese e le autorità di vigilanza al fine di valutare quando i costi non sono dovuti e di aiutarle a verificare il “value for money” basandosi su parametri di riferimento pratici.

La consultazione, conclusasi lo scorso 16 luglio, ha evidenziato una diversità di approccio alla questione da parte delle autorità di vigilanza nazionali, che ha indotto l’Autorità Europea alla pubblicazione di un Supervisory Statement (v. “Supervisory Statement on assessment of value for money of unit-linked insurance products under product oversight governance, 2021”)

 

Come si intende applicare il concetto di “value for money” in ambito IBIPs

I prodotti sono “value for money” quando i costi e le commissioni sono proporzionali ai benefici (ad esempio in termini di performance dell’investimento, servizi, garanzie, strategie di investimento, coperture, consulenza) rivolti al Target Market identificato e ragionevoli tenendo conto delle spese dovute ai fornitori e le altre soluzioni al dettaglio presenti sul mercato. Per comprendere se un prodotto può essere considerato “value for money” è necessario che i produttori effettuino un test di congruità per valutare se la loro offerta può essere considerata tale.

In ambito POG, questa verifica avviene seguendo 4 principi:

  • Principio 1: è necessario che i costi e le commissioni siano dovuti.

I costi dovuti sono quei costi chiaramente collegati ai servizi offerti o alle spese effettuate e proporzionali al lavoro e alle spese sostenute dal Produttore o dal Distributore. I produttori dovrebbero raggruppare i costi e associarli a specifiche componenti del prodotto in modo da valutare se questi costi sono dovuti e se quindi rientrano nel concetto di “value for money”. L’EIOPA al fine di testare il prodotto suggerisce di raggrupparli come segue:

  • Costi amministrativi, che si riferiscono ai costi emergenti dalle attività di amministrazione di prodotti unit-linked volte a fornire informazioni ai contraenti ed effettuare pagamenti;
  • Costi di investimento, che si riferiscono ai costi per mantenere al sicuro gli asset, ai costi di transazione legati al portfolio e ad altri costi connessi alla gestione degli investimenti;
  • Costi di distribuzione, che si riferiscono ai costi emergenti dal lancio sul mercato e dalla vendita della polizza inclusi i costi e le commissioni per la consulenza;
  • Costi delle garanzie, che si riferiscono ai costi addebitati al contraente per le garanzie finanziarie incluse opzioni come il rendimento annuo garantito;
  • Premio per il rischio biometrico.

Per determinare il “value for money” di un componente dell’investimento ci sono due tipi diversi di costi da tenere in considerazione:

  • I costi di investimento per accedere al mercato, sostenuti per creare e gestire un portfolio e per coprire i costi di transazione, le funzioni di deposito, la consulenza legale, ecc.
  • I costi di investimento per una gestione attiva del portfolio, sostenuti per cercare di avere prestazioni migliori dal mercato.

È importante separare queste due tipologie perché i prodotti devono essere assegnati al target corretto: da una parte ci sono i consumatori che vogliono investire i loro premi per ricevere un rendimento dal mercato, mentre dall’altra parte ci sono consumatori che vogliono investimenti specifici e si aspettano una buona possibilità di sovra-performance dai prodotti che sottoscrivono.

  • Principio 2: ogni caratteristica del prodotto, così come il prodotto nel suo insieme, dovrebbe essere “value for money” per il Target Market a cui è indirizzato e i produttori dovrebbero testare in maniera adeguata e sufficiente se i loro prodotti possono essere considerati tali.

Alcuni prodotti permettono ai consumatori di scegliere tra varie opzioni come indennità causa morte, garanzia del capitale e fondi sottostanti. Per verificare se sono “value for money” queste opzioni devono essere esaminate dalla prospettiva del consumatore, quindi ognuna di esse deve apportare dei benefici al proprio mercato di riferimento altrimenti non dovrebbe essere inserita nell’offerta. Ai produttori si richiede quindi di testare i prodotti e di verificare:

  • L’impatto di ogni componente del costo sui rendimenti e sul premio in modo da stabilire se è ragionevole in relazione ai servizi offerti e per capire se i costi sono dovuti;
  • Quando il prodotto raggiunge il punto di pareggio (break-even point) e se quest’ultimo è allineato con gli obiettivi di investimento, i bisogni e le caratteristiche del Target Market.

Per stabilire la ragionevolezza dei costi e dei rendimenti attesi, i produttori di soluzioni di investimento assicurative dovrebbero tenere in considerazione i seguenti aspetti:

  • La qualità, l’ampiezza e la profondità della consulenza;
  • Gli incentivi monetari (aliquote di retrocessione) ricevuti dagli asset manager potrebbero essere fonte di conflitti d’interesse;
  • Gli investimenti a gestione attiva hanno un Target Market diverso da quelli a gestione passiva;
  • L’andamento degli investimenti a gestione attiva va revisionato regolarmente in modo da verificare se è possibile raggiungere la sovra-performance in un periodo di tempo prestabilito;
  • Diversi sottostanti possono avere rendimenti diversi e di conseguenza comportare costi differenti;
  • I prodotti con un Target Market ampio dovrebbero essere più semplici da un punto di vista del consumatore. L’aumento della complessità del prodotto comporta un impatto più importante sulla distribuzione e sulla conoscenza finanziaria del consumatore, di conseguenza i costi sono più alti.
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  • Principio 3: i produttori hanno il dovere di revisionare regolarmente costi e commissioni, rendimenti e servizi offerti.

Perché i prodotti siano considerati “value for money”, è di fondamentale importanza verificare periodicamente la proposta di valore sia quantitativamente che qualitativamente. I prodotti unit-linked forniscono ai contraenti un beneficio in termine di rendimento, di conseguenza i contraenti dovrebbero ricevere un rendimento in linea con l’andamento del mercato nel lungo periodo.

Per ogni categoria di asset devono quindi essere disponibili benchmark per misurare la performance. Anche agli investimenti a gestione attiva dovrebbero essere assegnati dei benchmark per capire se la gestione attiva apporta un valore aggiunto sufficiente. Per quanto riguarda i fondi sottostanti gestiti da società affiliate, ci si aspetta che siano resi disponibili alla scelta solo se offrono un “value for money” simile ad altri fondi equivalenti presenti sul mercato.

  • Principio 4: i prodotti unit-linked destinati al mercato di massa dovrebbero essere facilmente comprensibili da distributori e consumatori.

I costi e i rischi addizionali che emergono da prodotti più complessi non sempre portano “value for money” a un mercato con un ampio Target Market, mentre prodotti più standardizzati portano a risultati simili ma senza costi aggiuntivi o rischi di mis-selling.

Al fine di valutare se un prodotto già presente oppure in sviluppo rientra nel concetto di “value for money”, può essere d’aiuto un modello a cui i produttori possono fare riferimento per avere dei benchmark che stabiliscono quali prodotti richiedono un esame più approfondito. Questo modello dovrà contenere indicazioni per la valutazione del “value for money” tenendo in considerazione i diversi gruppi di prodotti. L’EIOPA suggerisce di basare i gruppi sulle seguenti variabili:

  • Grado ed estensione della consulenza;
  • Caratteristica dominante (per esempio copertura dell’investimento e copertura biometrica);
  • Strategia di investimento;
  • Distribuzione;
  • Caratteristiche dei prodotti (premio, orizzonte temporale, ecc.);
  • Garanzie del capitale;
  • Prospettive di rendimento del Target Market;
  • Obiettivi del Target Market;
  • Bisogni di liquidità del Target Market.

(v. “Consultation paper on framework to address “value for money” risk in the European unit-linked market, 2021”)

 

 ll compito delle autorità di vigilanza nazionali

EIOPA raccomanda alle Autorità di Vigilanza nazionali di monitorare il mercato allo scopo di verificare che i clienti ricevano prodotti caratterizzati da “value for money”.

In tal senso, EIOPA invita ogni Autorità nazionale a dotarsi di metriche e di benchmark con i quali misurare i prodotti nell’ottica del “value for money” e di effettuare le dovute verifiche mediante la supervisione del mercato, le ispezioni e controlli tematici.

Secondo EIOPA nell’attività di supervisione e di revisione sopra indicate, le ANC dovrebbero:

  1.  Valutare la documentazione POG, tenendo in considerazione il pricing process e l’analisi relativa alla complessità del prodotto;
  2.  Verificare che il “value for money” sia chiaramente identificato nella documentazione POG;
  3.  Accertare che i costi siano chiaramente identificati e quantificati nella documentazione POG;
  4.  Il test di prodotto includa anche il “value for money” e sia adeguato e sufficiente nonché parametrato al ciclo di vita del prodotto;
  5.  Costi, oneri, performance, garanzie, coperture e servizi offerti siano periodicamente rivisti;
  6.  La complessità di prodotto sia chiaramente collegata alla granularità del target market;
  7.  Vi siano adeguati presidi volti ad evitare fenomeni di mis-selling.

Qualora le verifiche svolte dovessero evidenziare un disallineamento della POG di prodotto al “value for money”, EIOPA invita le ANC a richiedere al Produttore una modifica alla POG, ove necessario, e una revisione ulteriore del prodotto, in base alla POG modificata.

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Ivass rivedrà le norme sulle registrazioni telefoniche

Alla luce del permanere della situazione emergenziale, l’Ivass, l’istituto di controllo del settore assicurativo ha avviato una riflessione sulla disciplina delle registrazioni telefoniche e delle comunicazioni elettroniche valutando interventi regolamentari che potranno essere oggetto di pubblica consultazione nei prossimi mesi.

Lo ha chiarito lo stesso Istituto presieduto dal direttore generale della Banca d’Italia, Luigi Federico Signorini, pubblicando nei giorni scorsi chiarimenti sulla distribuzione assicurativa dopo gli incontri con le imprese assicurative, le principali associazioni di categoria dei distributori di prodotti assicurativi e l’associazione dei consumatori Altroconsumo. Riunioni che si sono tenute tra luglio e novembre scorso in attesa di una più ampia revisione della regolamentazione in materia di distribuzione assicurativa. La questione delle registrazione telefoniche resta particolarmente calda alla luce del protrarsi dell’emergenza legata alla pandemia.

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La fattura di consulenza dell’intermediario di assicurazioni

Si è acceso recentemente un intenso dibattito nel mercato assicurativo riguardo la consulenza che gli intermediari assicurativi possono offrire ai loro clienti in occasione della presentazione e della conclusione di un contratto.

Giuristi, professori universitari ed esperti in materia hanno espresso la loro opinione su questo tema in diverse occasioni. Il dibattito tra gli esperti si è concentrato principalmente su due temi.

Il primo tema: la consulenza offerta al cliente rientra nell’attività di intermediazione?
Di conseguenza: la consulenza è già remunerata dalle provvigioni maturate a seguito della conclusione del contratto? O, in alternativa, l’intermediario può convenire con il cliente un compenso ulteriore per la consulenza prestata? Dunque: questa deve essere considerata come servizio aggiuntivo?

Il secondo tema oggetto di dibattito riguarda la responsabilità dell’intermediario
Nel caso in cui l’intermediario presti al cliente una consulenza aggiuntiva la sua sfera di responsabilità viene di conseguenza ampliata? Questa premessa era necessaria per affrontare il tema della consulenza nell’ambito dell’intermediazione assicurativa.

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4 Gen

Incentivi per la distribuzione dei prodotti IBIPs: le novità normative in vigore a partire dal 31 marzo 2022

Grandi cambiamenti in arrivo per i Distributori per quanto riguarda il tema commissioni ed incentivi. Il Provvedimento 97/2020 del 4 agosto 2020 ha stabilito infatti che entro il 31 marzo 2022 Agenti e Broker sono tenuti a conformarsi integralmente alle disposizioni contenute negli artt. 68-sexies e 68-septies del Reg. 40/2018 sulla regolamentazione degli incentivi.

Ma cosa prevedono nello specifico gli articoli in questione?

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Informazioni chiave

Lo scorso luglio la Commissione europea ha chiesto ad EBA, EIOPA ed ESMA (ESAs) di assisterla nella preparazione di proposte legislative volte ad attuare la strategia di investimento retail, più specificamente per quanto riguarda la revisione del regolamento (UE) 1286/2014 relativo ai documenti contenenti le informazioni chiave per i prodotti d’investimento al dettaglio e assicurativi preassemblati (PRIIP). Le ESAs dovranno inviare la propria proposta alla Commissione entro il 30 aprile 2022 e hanno ritenuto opportuno consultare preventivamente gli stakeholder interessati. Le risposte ricevute saranno utilizzate per predisporre la consulenza tecnica per la Commissione.

Anasf ha deciso di rispondere all’invito delle Autorità europee; da sempre infatti l’Associazione dedica una particolare attenzione al tema della tutela dei risparmiatori e alla necessità di favorire tra i cittadini una maggiore consapevolezza nelle scelte di investimento e di gestione dei propri risparmi. Nel parere inviato Anasf ha ribadito che il KID, il documento con le informazioni chiave per l’investitore retail, è un documento indispensabile per far comprendere le caratteristiche del prodotto finanziario in cui intende investire. È fondamentale che tale documento venga esteso a tutte le tipologie di prodotti, di modo che l’investitore abbia a disposizione un elemento che consenta di effettuare delle comparazioni tra strumenti finanziari ed effettuare scelte ragionate.

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POG: il value for money delle polizze unit linked nella prospettiva della Vigilanza europea

Lo scorso 30 novembre, EIOPA (la European Insurance and Occupational Pensions Authority, i.e. l’Autorità di Vigilanza Europea del settore assicurativo) ha pubblicato un “Supervisory Statement” riguardante la valutazione del “value for money” nei prodotti assicurativi di tipo unit-linked ai sensi della regolamentazione europea circa la product oversight governance (lo “Statement”).

L’iniziativa, che trae spunto dall’attenzione di recente riservata da EIOPA ai costi applicati dalle compagnie di assicurazione ai prodotti di tipo unit-linked e ibridi (cioè quei prodotti che combinano la componente unit-linked a quella di capitale garantito o di rendimento, cc.dd. prodotti multiramo), è culminata nella pubblicazione, lo scorso 13 aprile, di un documento di consultazione con il quale l’Autorità di Vigilanza Europea ha interrogato il mercato circa la consapevolezza della necessità che i prodotti di investimento assicurativo (polizze unit-linked e prodotti multiramo) offrano un adeguato rapporto qualità/prezzo (“value for money”; appunto) tra i costi presenti in tali prodotti e la qualità dei servizi con essi offerti.

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EIOPA, il rapporto sulle sanzioni nel 2020

La maggior parte delle sanzioni riguardano violazioni ai requisiti professionali e organizzativi

Nel 2020 le autorità di vigilanza di 17 Stati membri dell’Unione Europea hanno comminato un totale di 1.942 sanzioni agli operatori del settore assicurativo. Il dato arriva dal rapporto annuale che EIOPA deve dedicare, secondo quanto previsto dalla disciplina IDD, alle sanzioni di mercato. Le sanzioni pecuniarie amministrative hanno avuto un valore complessivo di 793.571 euro, escludendo un’ammenda comminata in quello che viene definito “un grande Stato membro” di cui non è ancora disponibile l’entità.

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IVASS fissa l’aliquota degli oneri di gestione da dedursi dai premi incassati nel 2022 per calcolo del contributo di vigilanza

IVASS pubblica il Provvedimento n. 115 del 3 dicembre 2021 fissando l’aliquota per il calcolo degli oneri di gestione da dedursi dai premi assicurativi incassati nell’esercizio 2022 ai fini della determinazione del contributo di vigilanza sull’attività di assicurazione e riassicurazione, ai sensi dell’art. 335, comma 2, del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209.

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