CASE STUDY – Startup attività accessoria di mediazione creditizia
Il contesto
Un nostro cliente, un broker assicurativo con una organizzazione interna ben strutturata, ci ha contattati perché nel piano di sviluppo della propria attività si era posto l’obiettivo di sviluppare servizi aggiuntivi, complementari all’Intermediazione assicurativa, offrendo soluzioni nell’ambito dei prestiti e finanziamenti alla propria clientela, operando pertanto nel settore della mediazione creditizia.
Il processo richiedeva un lavoro complesso di analisi e valutazione: l’accesso e l’esercizio dell’attività di mediazione creditizia è regolato dalla normativa OAM (Organismo degli Agenti e dei Mediatori), molto rigorosa, e l’iscrizione ed il mantenimento dei requisiti all’esercizio non possono essere affrontati senza protocolli organizzativi e documentali completi, preceduti da una verifica dei requisiti in termini di onorabilità, professionalità e struttura interna.
Il nostro intervento
1. Analisi dei requisiti e della fattibilità
Abbiamo iniziato con una verifica approfondita dei requisiti soggettivi e oggettivi richiesti per l’iscrizione all’OAM:
- compatibilità dell’attività di mediazione creditizia con quella di intermediazione assicurativa, nel rispetto delle regole di conflitto d’interessi e dell’art. 17 del D.Lgs. 141/2010;
- requisiti di onorabilità e assenza di cause ostative per i soci e gli amministratori;
- requisiti di professionalità.
Dopo questa analisi, abbiamo confermato la fattibilità e definito un piano operativo con scadenze e priorità.
2. Predisposizione della documentazione per l’iscrizione OAM
Abbiamo redatto e organizzato tutti i protocolli documentali richiesti dall’Organismo, tra cui:
- dichiarazioni sostitutive di certificazioni e attestazioni dei requisiti;
- statuto e atto costitutivo aggiornati (con adeguamento dell’oggetto sociale per includere l’attività di mediazione creditizia);
- organigramma e procedure interne per la gestione delle attività di intermediazione creditizia;
- moduli informativi e contrattuali conformi alla normativa di trasparenza (Provvedimento Banca d’Italia 2011).
3. Adeguamento della struttura organizzativa
Abbiamo aiutato il cliente a ridefinire l’organizzazione interna che rispondesse ai criteri richiesti: individuazione del Responsabile dell’attività di mediazione, definizione delle deleghe operative, aggiornamento dei processi di controllo interno e compliance.
In questa fase abbiamo anche affiancato il cliente nella formazione del personale, con focus sulle differenze operative e normative tra intermediazione assicurativa e creditizia.
4. Procedure e modelli operativi
Abbiamo predisposto procedure interne per:
- la gestione dei rapporti con i collaboratori e con gli intermediari del credito;
- la prevenzione dei conflitti d’interesse;
- la corretta gestione dei dati personali e dei flussi informativi tra le due aree di attività (assicurativa e creditizia).
Tutto in coerenza con il principio di separazione funzionale previsto dalla normativa.
5. Supporto nell’interfaccia con l’OAM
Abbiamo seguito passo dopo passo la presentazione della domanda di iscrizione, supportando il cliente nella compilazione della modulistica, nella trasmissione della documentazione e nel riscontro di richieste di chiarimento da parte dell’Organismo.
Risultati ottenuti
Il broker ha raggiunto l’obiettivo di poter operare anche in ambito di mediazione creditizia ottenendo l’iscrizione come mediatore creditizio.
I processi e l’organizzazione societaria sono stati allineati agli standard richiesti da IVASS e OAM, con procedure e protocolli documentali chiari, ruoli definiti e tracciabilità completa.
Grazie all’affiancamento costante, il cliente ha potuto affrontare questo percorso complesso, evitando errori sostanziali e formali.
Il nuovo assetto gli consente di ampliare il proprio mercato, con un modello operativo sostenibile e conforme.
