Autore: InLife Advisory

GenAI nelle assicurazioni: accelerazione sì, ma il vero nodo è la compliance

L’adozione della Generative AI nel settore assicurativo sta accelerando rapidamente, spinta dalla necessità di aumentare efficienza, automazione e qualità dei servizi. Tuttavia, dietro questa spinta innovativa emerge con forza un elemento chiave: la vera sfida non è tecnologica, ma di governance e compliance. In un contesto regolamentare sempre più articolato – tra AI Act, DORA e normative sulla protezione dei dati – le compagnie assicurative sono chiamate a bilanciare innovazione e controllo, garantendo che l’adozione della GenAI sia sostenibile, tracciabile e conforme.

Nel 2026, la Generative AI rappresenta uno dei principali fattori di trasformazione del settore assicurativo. Dalla gestione dei sinistri all’underwriting, fino al customer service, le applicazioni si moltiplicano, portando benefici tangibili in termini di velocità e capacità di analisi. Tuttavia, questa accelerazione pone interrogativi rilevanti su responsabilità, trasparenza e controllo dei processi decisionali automatizzati.

Il punto centrale non è più “se” adottare la GenAI, ma “come” farlo in modo conforme. Le normative europee introducono un approccio basato sul rischio e richiedono alle imprese di garantire auditabilità, explainability e supervisione umana dei sistemi AI. In ambito assicurativo, dove le decisioni impattano direttamente su clienti e diritti, questi requisiti assumono un peso ancora maggiore.

In questo scenario, compagnie e intermediari sono chiamati a sviluppare competenze nuove, rafforzare i controlli interni e adottare un approccio strutturato alla gestione del rischio tecnologico. Perché il vero vantaggio competitivo non sarà nell’adozione più rapida della GenAI, ma nella capacità di governarla in modo affidabile, trasparente e conforme.

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15 Apr

AI & Insurtech 2026: governare l’intelligenza artificiale nel settore assicurativo

L’intelligenza artificiale sta rapidamente evolvendo da tecnologia sperimentale a vera e propria infrastruttura critica per il settore assicurativo. Compagnie e intermediari stanno iniziando a integrarla nei processi operativi, aprendo nuove opportunità in termini di efficienza, analisi dei dati e supporto decisionale. Ma questa trasformazione porta con sé anche nuove complessità. Dalla gestione dei rischi legati ai modelli AI (come bias, opacità e sicurezza dei dati) fino alla necessità di garantire trasparenza, controllo e tutela del cliente, il tema della governance diventa centrale.

Di questi aspetti si è discusso durante la terza edizione di “AI & Insurtech – Dalla sperimentazione all’infrastruttura: governare l’AI nel settore assicurativo”, l’evento promosso da Italian Insurtech Association, che ha riunito esperti e operatori del settore per confrontarsi sull’evoluzione dell’AI nel mondo assicurativo.

Nel corso del panel dedicato a governance e compliance, Guido Cappa, Managing Partner e Founder di InLife Advisory, ha evidenziato in particolare le sfide per gli intermediari: dalla necessità di ripensare i processi interni allo sviluppo di nuove competenze, fino al rischio di un’adozione non strutturata dell’intelligenza artificiale nelle realtà meno organizzate.

In un contesto in cui tecnologia e regolamentazione evolvono a velocità diverse, la vera sfida sarà saper governare l’AI in modo consapevole, trasformando i rischi in opportunità per l’intero ecosistema assicurativo.

Come affrontare concretamente queste sfide? Guarda il video per approfondire il confronto tra gli esperti e le prospettive per il settore.

 

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31 Mar

L’intelligenza artificiale generativa nelle assicurazioni: come la stanno usando davvero le compagnie europee secondo EIOPA

In un mercato assicurativo che cambia rapidamente, capire come le compagnie stanno usando le nuove tecnologie non è più una curiosità: è diventato un tema concreto di organizzazione, controllo dei rischi e qualità del servizio. Il nuovo report pubblicato da EIOPA ha l’obiettivo di spiegare la diffusione dell’intelligenza artificiale generativa nel settore assicurativo europeo.

Il documento prende in esame un fenomeno ormai molto visibile: l’ingresso dell’AI generativa nelle attività delle compagnie. EIOPA spiega che questa tecnologia può migliorare l’efficienza interna, velocizzare alcuni processi e rendere più fluida l’interazione con i clienti. Allo stesso tempo, però, porta con sé rischi nuovi: errori nelle risposte generate, problemi di sicurezza informatica, dubbi sulla protezione dei dati e difficoltà di controllo dei risultati. Proprio per questo l’Autorità europea ha deciso di monitorare in modo più da vicino come il mercato si sta muovendo.

Il report si basa su una survey svolta nel 2025 su 347 imprese di assicurazione in 25 Paesi UE e SEE. L’indagine raccoglie informazioni sul livello di adozione, sulle aree di utilizzo, sui principali ostacoli, sui modelli di governo interno e sui rischi percepiti. A completare il quadro, EIOPA richiama anche i risultati di un’indagine Eurobarometro sulla fiducia dei consumatori verso questi strumenti.

 

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16 Mar

La strategia EIOPA verso il 2030: perché semplificare non basta e serve rafforzare la resilienza

In un contesto economico e sociale in rapido cambiamento, saper anticipare le tendenze e interpretare i segnali diventa essenziale per chi opera nel settore assicurativo e previdenziale. Per questo motivo abbiamo analizzato e rielaborato i principali insight dell’ultimo documento strategico pubblicato da EIOPA, offrendo una lettura sintetica e orientata alle implicazioni per mercato, imprese e funzione compliance.

Il report “EIOPA Strategy Towards 2030” parte da un presupposto molto chiaro: il cambiamento non è più l’eccezione, ma la nuova normalità. L’Europa si muove oggi in un contesto caratterizzato da incertezza, tensioni geopolitiche, fragilità economiche e sfide ambientali. A questi fattori si aggiungono due elementi che EIOPA pone esplicitamente al centro dell’attenzione: l’aumento del costo della vita e il rischio crescente di pensioni inadeguate. Non si tratta solo di variabili economiche, ma di questioni che incidono direttamente sulla dignità delle persone nella fase finale della vita. Parallelamente, rischi climatici e cyber non sono più temi specialistici: stanno diventando fattori strutturali che incidono sulla stabilità economica e sulla quotidianità dei cittadini europei.

In questo scenario complesso, EIOPA indica una direzione precisa: non basta limitarsi a reagire agli shock. Occorre agire in modo efficace affinché politiche e iniziative producano benefici concreti per cittadini e imprese. Questo implica anche un’evoluzione della supervisione europea, che dovrà essere più coordinata, più efficace e più capace di accompagnare trasformazioni tecnologiche e rischi sistemici.

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Rischi professionali 2026: cyber, AI e governance ridisegnano lo scenario assicurativo internazionale

Il panorama dei rischi professionali sta attraversando una trasformazione profonda. Tecnologia, regolamentazione e instabilità geopolitica stanno convergendo in un unico ecosistema di rischio, rendendo sempre più complessa la gestione delle responsabilità aziendali e delle coperture assicurative. Nel 2026, cyber risk, intelligenza artificiale e governance non rappresentano più ambiti separati, ma fattori interconnessi che ridefiniscono il modo in cui imprese, intermediari e assicuratori valutano esposizioni e strategie di protezione. In questo contesto, la gestione del rischio professionale evolve da attività reattiva a funzione strategica, dove prevenzione, controllo e capacità di adattamento diventano elementi determinanti per la resilienza organizzativa e la sostenibilità del business.

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Assicurazione dei data center: da copertura di nicchia a pilastro della business continuity

L’evoluzione dell’assicurazione dei data center non riguarda solo la gestione tecnica del rischio, ma investe direttamente il perimetro della governance e della conformità regolamentare. Infrastrutture digitali critiche, continuità operativa e protezione dei dati sono oggi al centro dell’attenzione delle autorità europee e internazionali, con un crescente livello di aspettativa in termini di controllo, tracciabilità e resilienza organizzativa.

In questo scenario, le compagnie assicurative e gli intermediari sono chiamati a rafforzare l’integrazione tra risk management, business continuity e compliance, adottando modelli di valutazione del rischio più evoluti e framework di controllo in grado di dimostrare l’effettiva capacità di prevenzione, risposta e ripristino. Standard internazionali, requisiti di audit, gestione dei fornitori critici e monitoraggio continuo delle vulnerabilità diventano elementi centrali nella costruzione di coperture assicurative adeguate e sostenibili. Per il settore assicurativo, la protezione dei data center rappresenta quindi non solo una nuova area di business, ma un banco di prova per modelli di governance integrata, capaci di coniugare innovazione tecnologica, gestione dei rischi emergenti e rispetto dei requisiti regolamentari. In un contesto in cui la continuità digitale coincide sempre più con la continuità economica, la compliance diventa parte integrante della resilienza.

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Impatto dell’IA: ridistribuzione o aumento della domanda assicurativa?

L’intelligenza artificiale non sta solo trasformando i processi assicurativi: sta ridefinendo la natura stessa della domanda di protezione. Nuovi rischi emergono, altri si trasformano, mentre l’innovazione tecnologica modifica il comportamento di imprese, intermediari e clienti. In questo scenario, il settore assicurativo non è più chiamato soltanto a innovare i propri strumenti operativi, ma a comprendere come l’AI stia ridistribuendo – e in alcuni casi ampliando – il fabbisogno assicurativo. Il 2026 segna l’inizio di una fase in cui l’impatto dell’intelligenza artificiale diventa strutturale: cambia il profilo dei rischi, evolve la domanda di coperture e si rafforza il ruolo della governance, della trasparenza e della capacità di valutazione prospettica. Per il mondo assicurativo e per gli intermediari, comprendere questa trasformazione non è più un esercizio teorico, ma una necessità strategica.

L’adozione crescente dell’intelligenza artificiale sta generando un effetto duplice sul mercato assicurativo: da un lato redistribuisce la domanda esistente, dall’altro crea nuovi bisogni di protezione. Automazione, modelli predittivi, sistemi decisionali avanzati e infrastrutture digitali stanno modificando l’esposizione al rischio delle imprese e, di conseguenza, il ruolo dell’assicurazione come strumento di stabilità e resilienza. Alcuni rischi tradizionali tendono a ridursi grazie alla maggiore capacità di prevenzione e analisi, mentre altri – come quelli legati a responsabilità algoritmica, errori decisionali automatizzati, cybersecurity e governance dei dati – assumono un peso crescente. Questo spostamento non riguarda solo le compagnie, ma coinvolge direttamente intermediari, funzioni di controllo e compliance, chiamati a interpretare scenari nuovi, più dinamici e regolatoriamente complessi.

In questo contesto, diventa centrale comprendere se l’AI porterà a una semplice riallocazione della domanda assicurativa o a una sua espansione complessiva. La risposta dipenderà dalla capacità del settore di sviluppare prodotti adeguati, modelli di valutazione coerenti e framework di governance in grado di garantire trasparenza, responsabilità e fiducia.

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Il 2026 del settore assicurativo: l’anno in cui l’AI passa dalla fase sperimentale all’adozione nelle aziende

Il settore assicurativo sta vivendo una fase di passaggio decisiva: dopo anni di entusiasmo, sperimentazioni e progetti pilota, l’intelligenza artificiale si prepara a entrare nel cuore dei processi core. Non più come promessa tecnologica, ma come leva concreta di efficienza, qualità decisionale e competitività.

Il 2025 può essere ricordato come l’anno della prova generale. Il 2026, invece, si profila come l’anno delle scelte: scelte di governance, di responsabilità, di integrazione reale dell’AI nei flussi di underwriting, sinistri e compliance. Ed è proprio su queste scelte che si giocherà la differenza tra chi riuscirà a trasformare l’innovazione in valore e chi resterà bloccato in una modernizzazione solo apparente.

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IA e settore assicurativo: crescita record tra frodi, sinistri e chatbot

L’intelligenza artificiale nel mercato assicurativo si concentra in modo approfondito sia sui software sia sui servizi che utilizzano tecnologie come machine learning, NLP e RPA, tra le altre, per migliorare la sottoscrizione, i sinistri, il rilevamento delle frodi e l’esperienza del cliente.

Nel 2025, erano 12,4 milioni i processi assicurativi basati sull’intelligenza artificiale in uso in tutto il mondo, con l’analisi predittiva che ne costituiva la maggioranza, pari al 41%. Le compagnie assicurative rappresentavano il 52% degli utenti finali. La crescente digitalizzazione, la necessità di efficienza operativa e soluzioni avanzate per la gestione del rischio stanno alimentando la crescita del mercato. Il mercato globale dell’IA applicata al settore assicurativo crescerà fortemente nei prossimi anni, secondo un rapporto di SNS Insider. Secondo le previsioni, il volume d’affari passerà da 8,63 miliardi di dollari nel 2025 a 59,5 miliardi nel 2033, con un tasso annuo composto del 27,3% nel periodo 2026-2033.

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14 Gen

CASE STUDY – Startup attività accessoria di mediazione creditizia

Il contesto

Un nostro cliente, un broker assicurativo con una organizzazione interna ben strutturata, ci ha contattati perché nel piano di sviluppo della propria attività si era posto l’obiettivo di sviluppare servizi aggiuntivi, complementari all’Intermediazione assicurativa, offrendo soluzioni nell’ambito dei prestiti e finanziamenti alla propria clientela, operando pertanto nel settore della mediazione creditizia.
Il processo richiedeva un lavoro complesso di analisi e valutazione: l’accesso e l’esercizio dell’attività di mediazione creditizia è regolato dalla normativa OAM (Organismo degli Agenti e dei Mediatori), molto rigorosa, e l’iscrizione ed il mantenimento dei requisiti all’esercizio non possono essere affrontati senza protocolli organizzativi e documentali completi, preceduti da una verifica dei requisiti in termini di onorabilità, professionalità e struttura interna.

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