Categoria: Legal

Privacy, consumatori in allerta

I consumatori italiani chiedono maggiore trasparenza sull’utilizzo e sulla protezione dei dati personali da parte delle imprese. Inoltre, sempre più utenti sono favorevoli all’uso dell’intelligenza artificiale nel trattamento dei dati ma sono preoccupati per l’uso che le aziende ne fanno nella gestione delle informazioni in loro possesso. Ad attestarlo sono i contenuti del Cisco Consumer Privacy report 2022, l’annuale analisi globale relativa alla percezione e ai comportamenti dei consumatori in materia di privacy, secondo cui gli utenti di tutto il mondo si stanno attivando sempre più per incrementare la protezione dei propri dati. «Le aziende devono spiegare le loro pratiche in materia di dati in termini semplici e renderle prontamente disponibili in modo che i clienti e gli utenti possano capire come vengono utilizzati» sottolinea Harvey Jang, vicepresidente di Cisco, «non si tratta solo di un obbligo legale: la fiducia verso le imprese dipende anche da questo».

Consumatori più attenti. Dalla lettura del report emerge che l’81% degli intervistati in Italia è d’accordo sul fatto che il modo in cui un’azienda tratta i dati personali è indicativo della considerazione e del rispetto che ha verso i propri clienti. In risposta alla minore fiducia nella capacità delle aziende di proteggere i dati, molti consumatori stanno agendo in autonomia. Il 76% dichiara che non acquisterebbe prodotti da un’azienda di cui non si fida e il 37% di avere cambiato fornitore a causa delle pratiche applicate alla privacy.

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Regolamento IVASS 51/2022: il resoconto di SNA sull’udienza al Tar del Lazio

Nessun provvedimento sulla sospensiva, ma l’udienza «segna un punto a nostro favore». Così il Sindacato nazionale agenti, in una nota, in merito alla camera di consiglio del Tar del Lazio di oggi sulla richiesta di sospensione del Regolamento Ivass 51/2022 (preventivatore Rc auto) presentata dallo Sna.

Secondo quanto ha fatto sapere il sindacato di via Lanzone, all’udienza di oggi l’Ivass si è presentato con un provvedimento di chiarimento applicativo dell’articolo 11, comma 1, lettera B e lettera C del Regolamento 51/2022. Si tratta di un documento che, evidenzia lo Sna, «indubbiamente alleggerisce, almeno in parte, le incombenze degli agenti».

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Sanzioni intermediari: uno studio sull’applicazione del nuovo regolamento IVASS prima e dopo

Il nuovo sistema sanzionatorio degli intermediari è stato uno dei temi affrontati nel 2021 dal Cesia (Centro studi intermediazione assicurativa), centro di ricerca creato da Cgpa Europe, compagnia specializzata nella Rc professionale degli intermediari.

L’attenzione, in particolare, si è focalizzata sull’articolo 324 del codice delle assicurazioni private e sulle modifiche apportate dal regolamento Ivass n. 39 del 2018. Quali sono stati i risultati dell’applicazione di quest’ultimo regolamento? Andrea Dalla Villa, responsabile area sinistri di Cgpa Europe, ha provato a rispondere a questa domanda, presentando uno studio sulle sanzioni pecuniarie comminate agli intermediari e confrontando i dati sulle sanzioni relativi al periodo precedente all’entrata in vigore dell’ultimo regolamento con quelli del periodo successivo all’applicazione. In particolare si è cercato di individuare le violazioni che ricorrono con maggiore frequenza.

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Regolamento 51/2022: lo SNA presenta ricorso al Tar contro l’IVASS

Il Sindacato nazionale agenti ha deciso. E per opporsi al Regolamento Ivass numero 51 ha scelto di ricorrere al Tar per impugnare il provvedimento. Ne ha dato notizia Claudio Demozzi, presidente dello Sna, in una lettera indirizzata agli agenti. Lo Sna ha depositato questa mattina, presso il Tar del Lazio, il ricorso contro l’Ivass.

«L’azione», ha spiegato Demozzi, «si è resa necessaria in quanto l’authority ha ignorato le segnalazioni e le raccomandazioni più volte inoltrate da Sna ed ha emanato alcune disposizioni che, obiettivamente, risultano incompatibili con le consolidate prassi operative degli intermediari assicurativi. Per gli agenti, che tutt’oggi costituiscono il principale canale distributivo Rc auto in Italia, alcune norme del nuovo regolamento risultano tanto gravose dall’apparire inapplicabili. Taluni passaggi regolamentari, inoltre, potrebbero essere illegittimi».

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Responsabilità civile, imprese e P.A. presunti colpevoli

Per la responsabilità civile privacy, le imprese sono presunte colpevoli. I titolari del trattamento (imprese, ma anche amministrazioni e professionisti) rispondono dei danni causati da violazioni delle norme sulla privacy, patiti da una persona di cui trattano i dati. Salvo che riescano a convincere il giudice che l’evento dannoso non è in alcun modo loro imputabile: cosa stratosfericamente complicata. Se è capitato un danno vuol dire che a monte è qualcosa è andato storto, qualcosa che il titolare del trattamento non è stato in grado di prevenire. E da qui l’imputabilità quasi automatica a carico del titolare del trattamento.

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I dati personali come moneta

Monetizzazione dei dati personali in vista. Con il nuovo articolo 135-octies del Codice del consumo, inserito dal d.lgs. 173/2021, che permette di pagare con dati i servizi e contenuti digitali, si è fatto un significativo passo in avanti per la costruzione di un mercato incentrato sul riconoscimento del valore economico del dato personale: è quanto sostiene Assonime, associazione delle società per azioni, nella circolare 22 del 13/7/2022, dedicata alla analisi delle nuove disposizioni del Codice del consumo sulle garanzie nella vendita di beni e nella fornitura di contenuti o servizi digitali.

Tra le novità, la circolare mette sotto i riflettori il comma 4 del nuovo articolo 135-octies del codice del consumo, a prima vista formulato quale un aumento delle tutele del consumatore digitale. In effetti, la disposizione estende le tutele (recessi, conformità, indennizzi, ecc.) previste per le forniture digitali anche al caso in cui il consumatore dà in cambio dati personali. E cioè si applicano le norme di tutela sulla vendita anche quando il consumatore non paga con moneta, ma paga con informazioni personali.

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Al via la riforma della Rc Auto

Nei giorni scorsi la riforma della Rc Auto è stata più volte auspicata. Sia l’Ania, l’associazione che rappresenta le compagnie, che l’Ivass, l’autorità di settore, hanno dichiarato che serve urgentemente modificare più di qualche meccanismo che è alla base dell’assicurazione Auto. Specie ora che, dopo anni di calo delle tariffe, la minaccia di una ripresa dei prezzi è più che concreta nello scenario di inflazione elevata. E tra gli emendamenti al ddl Concorrenza, già approvato al Senato e in discussione alla Camera che, in tema assicurativo già prevede di estendere il risarcimento diretto alle compagnie estere, ne spunta uno che dà delega al governo per riscrivere le regole del bonus-malus.

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Analisi Regolamento IVASS n. 51/2022 del 21 Giugno 2022

Il regolamento pubblicato dall’IVASS il 21 giugno 2022, prevede una serie di disposizioni per dare attuazione all’art. 132 – bis del CAP per la realizzazione di un sistema di comparazione online tra le imprese di assicurazione operanti in Italia nel ramo R.C. Auto (denominato PREVENTIVASS).

Il sistema di comparazione PREVENTIVASS, si applica ai soli contratti base di assicurazione obbligatoria r.c. auto, per quanto concerne autovetture, motocicli e ciclomotori ad uso privato del consumatore. Il Regolamento non si applica per i veicoli immatricolati o assicurati all’estero e alle imprese autorizzate ad esercitare il ramo r.c. auto per i soli rischi derivanti dalla circolazione di flotte di veicoli.

Gli intermediari hanno tempo fino al 28 febbraio 2023 per adeguarsi alle nuove disposizioni. Le imprese si adeguano entro il 31 ottobre 2022.

Nel riquadro sottostante puoi sfogliare liberamente la versione integrale della nostra analisi sul tema in cui vengono approfonditi l’ambito di applicazione, le regole di maggior interesse per gli Intermediari, i doveri a carico delle imprese e le metodologie di emissione del preventivo.

Buona lettura!

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Unit linked al restyling

L’Ivass ha messo in pubblica consultazione la revisione delle polizze finanziarie. L’obiettivo è integrare la disciplina delle coperture con quella dei fondi comuni.

Dopo molta attesa, Ivass ha finalmente messo in pubblica consultazione la bozza di riforma della disciplina delle polizze unit e index linked unitamente a un documento di discussione ove si introducono considerazioni prodromiche su futuri interventi in materia di prodotti vita e in cui assumono particolare rilevanza le proposizioni in tema di contenuto e determinazione della garanzia demografica delle polizze di ramo III. Una revisione necessaria se solo si pensa che la regolamentazione originaria delle polizze unit linked risale al 2002, poi aggiornata nel 2005, e quelle delle index al 2009. Le aspettative da parte degli operatori erano quindi molto alte ma, come vedremo, al momento in ragione del tipo di contenuti proposti non sembrano aver trovato un analogo appagamento

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ESMA detta la linea sulle preferenze ESG dei clienti

Esma ha messo in pubblica consultazione un documento sui requisiti di adeguatezza che integrano i fattori ambientali e sociali nella procedura di profilazione dei clienti. Un intervento che porta con sé alcune criticità.

A gennaio, Esma ha messo in pubblica consultazione la revisione delle linee guida sui requisiti di adeguatezza e sui criteri interpretativi di applicazione di questo importante filtro di sostenibilità, introdotte nel 2012 e riviste nel 2018. L’elemento di novità è rappresentato dalla normativa europea in tema di Esg e in particolare dal regolamento delegato comunitario che ha aggiornato la disciplina della adeguatezza integrando i fattori Esg nelle modalità di costruzione della profilazione dei clienti al fine di individuare le loro preferenze sui temi ambientali, sociali e di governance e fissare le regole di condotta degli intermediari al fine del rispetto delle stesse in termini di adeguatezza degli investimenti.

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