Il 2026 del settore assicurativo: l’anno in cui l’AI passa dalla fase sperimentale all’adozione nelle aziende
Il settore assicurativo sta vivendo una fase di passaggio decisiva: dopo anni di entusiasmo, sperimentazioni e progetti pilota, l’intelligenza artificiale si prepara a entrare nel cuore dei processi core. Non più come promessa tecnologica, ma come leva concreta di efficienza, qualità decisionale e competitività.
Il 2025 può essere ricordato come l’anno della prova generale. Il 2026, invece, si profila come l’anno delle scelte: scelte di governance, di responsabilità, di integrazione reale dell’AI nei flussi di underwriting, sinistri e compliance. Ed è proprio su queste scelte che si giocherà la differenza tra chi riuscirà a trasformare l’innovazione in valore e chi resterà bloccato in una modernizzazione solo apparente.
Nel mondo assicurativo, l’adozione dell’AI non è più una questione di se, ma di come. Dopo una lunga fase di test e piloting, le compagnie si trovano oggi di fronte a una sfida ben più complessa: rendere l’intelligenza artificiale scalabile, governabile e pienamente integrata nei processi aziendali, senza perdere controllo, trasparenza e conformità normativa.
In questo scenario, la governance dell’AI assume un ruolo strategico. Tracciabilità delle decisioni, auditabilità dei modelli, responsabilità chiare e allineamento regolamentare non sono più requisiti “accessori”, ma elementi essenziali per proteggere redditività, reputazione e fiducia del mercato. A rallentare il cambiamento, oggi, non è tanto la tecnologia quanto la cultura organizzativa: modelli decisionali rigidi, processi a cascata e un rapporto ancora sbilanciato tra business e IT.
