Categoria: Case studies

14 Gen

CASE STUDY – Startup attività accessoria di mediazione creditizia

Il contesto

Un nostro cliente, un broker assicurativo con una organizzazione interna ben strutturata, ci ha contattati perché nel piano di sviluppo della propria attività si era posto l’obiettivo di sviluppare servizi aggiuntivi, complementari all’Intermediazione assicurativa, offrendo soluzioni nell’ambito dei prestiti e finanziamenti alla propria clientela, operando pertanto nel settore della mediazione creditizia.
Il processo richiedeva un lavoro complesso di analisi e valutazione: l’accesso e l’esercizio dell’attività di mediazione creditizia è regolato dalla normativa OAM (Organismo degli Agenti e dei Mediatori), molto rigorosa, e l’iscrizione ed il mantenimento dei requisiti all’esercizio non possono essere affrontati senza protocolli organizzativi e documentali completi, preceduti da una verifica dei requisiti in termini di onorabilità, professionalità e struttura interna.

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13 Gen

CASE STUDY – Normativa GDPR/Privacy

Il contesto

Un agente ci ha contattati perché, negli anni, aveva gestito l’area della normativa GDPR/Privacy in modo non organizzato, con evidenti carenze a livello di rispetto della normativa:

  • Negli anni aveva redatto ed utilizzato specimen diversi di informativa privacy in veste di titolare del trattamento: alcuni facevano riferimento alla normativa antecedente a quella in vigore ed altri risultavano aggiornati solo in parte al Reg. UE GDPR. Il portafoglio Clienti era quindi gestito con informative non omogenee, alcune delle quali non conformi.
  • Non tutti i consensi al trattamento dei dati da parte dei clienti venivano raccolti con un modulo firmato. Quindi non veniva adottato un protocollo uniforme e non sempre si poteva conservare la copia sottoscritta come prova.
  • I fornitori esterni che gestivano dati per conto dell’agenzia (ad esempio commercialista e consulenti informatici) non erano mai stati nominati formalmente come “responsabili esterni del trattamento”. Quindi, in caso di problema, non ci sarebbe stata chiarezza sulle responsabilità.
  • Non era presente un registro dei trattamenti aggiornato, il documento obbligatorio che per il GDPR deve elencare tutti i trattamenti dei dati svolti in azienda (clienti, collaboratori, fornitori, marketing, ecc.).

Il problema principale era evidente: in caso di richiesta di esercizio dei diritti da parte di un cliente o di un controllo da parte delle Compagnie mandanti (che nel corso delle audit richiedono anche i protocolli di normativa GDPR adottati), la società non sarebbe stata in grado di fornire procedure e documentazione completi e coerenti. Il rischio si presentava come elevato, sia in termini di reclami che di potenziali sanzioni.

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13 Gen

CASE STUDY – Gestione reclamo cliente

Il contesto

Un nostro cliente, broker assicurativo già dotato di una procedura di gestione dei reclami conforme e strutturata, predisposta da InLife Advisory negli anni precedenti, ci ha contattati dopo aver ricevuto un reclamo formale da parte di un contraente, relativo al rinnovo del contratto per la sua impresa. L’assicurato contestava, da un lato, il ritardo con cui era stato informato dell’aumento del premio applicato dalla compagnia in occasione del rinnovo e, dall’altro, la presunta mancanza di soluzioni prodotto alternative a quella in essere che potessero garantire le coperture previste sulla polizza in vigore.

L’intermediario, pur disponendo dei protocolli operativi da attivare in queste circostanze, ha richiesto ugualmente il nostro supporto per assicurare una gestione del caso formalmente ineccepibile anche dal punto di vista delle modalità di comunicazione al Cliente: si è pertanto proceduto all’analisi del reclamo ed alla predisposizione della risposta formale, fino alla verifica puntuale dell’applicazione della procedura, così da garantire un trattamento conforme, tracciabile e trasparente.

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