Intelligenza artificiale e polizze long-term care: tra personalizzazione del rischio ed esclusione sociale
L’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel settore assicurativo sta aprendo nuove frontiere nella personalizzazione del rischio, ma solleva al contempo interrogativi profondi in termini di equità, inclusione e tutela dei diritti fondamentali. Questo tema emerge con particolare intensità nelle polizze long-term care (LTC), dove la valutazione del rischio incide direttamente sull’accesso a strumenti di protezione legati alla salute e alla non autosufficienza.
Nel contesto europeo, l’evoluzione normativa – guidata dal Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act) e dal GDPR – impone un cambio di paradigma: l’innovazione tecnologica deve essere accompagnata da presidi rigorosi di governance, trasparenza e responsabilità. In questo scenario, l’AI non è solo una leva di efficienza, ma un fattore che incide sull’equilibrio tra personalizzazione assicurativa e rischio di esclusione sociale. In questo scenario, il vero equilibrio da raggiungere non è tra innovazione e regolazione, ma tra efficienza tecnologica e giustizia sociale. Le polizze long-term care rappresentano un banco di prova emblematico: la capacità del settore assicurativo di integrare l’intelligenza artificiale in modo responsabile determinerà non solo nuovi modelli di business, ma anche il grado di inclusività del sistema nel suo complesso.
