Categoria: News compliance

22 Lug

InLife Advisory ottiene la certificazione ISO 9001: un ulteriore impegno per la qualità dei servizi dedicati agli intermediari assicurativi

Quando si parla di compliance, spesso si pensa esclusivamente a norme, regolamenti e adempimenti. Per noi, invece, la compliance è prima di tutto un metodo di lavoro. Ogni giorno affianchiamo gli intermediari assicurativi nella gestione degli obblighi normativi, aiutandoli a costruire processi chiari, documentati e conformi alle disposizioni IVASS.

Per questo motivo abbiamo scelto di sottoporre il nostro metodo di lavoro alla verifica di un organismo indipendente, affinché fosse validato secondo uno standard riconosciuto a livello internazionale. Siamo quindi lieti di condividere un importante traguardo: InLife Advisory S.r.l., società che gestisce il marchio AssiCompliance, ha ottenuto la certificazione ISO 9001:2015 per il proprio Sistema di Gestione per la Qualità.

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7 Lug

Ticket di Assistenza: una nuova modalità di supporto per gli intermediari assicurativi

La gestione della compliance assicurativa richiede oggi un aggiornamento costante. Nuovi regolamenti e provvedimenti IVASS, chiarimenti interpretativi, richieste delle Compagnie e continui adeguamenti documentali rendono sempre più frequente la necessità di confrontarsi con questioni normative specifiche.

Molti quesiti che emergono nell’operatività quotidiana richiedono un supporto tempestivo e mirato. In questi casi è utile poter contare su uno strumento semplice che consenta di ottenere un confronto qualificato su una specifica tematica, senza rinunciare, quando necessario, a un percorso di consulenza più strutturato.

È proprio da questa esigenza nasce il nuovo Servizio Ticket di Assistenza di AssiCompliance: una soluzione pensata per offrire un supporto specialistico, semplice e immediato, ogni volta che se ne presenta la necessità.

 

Un servizio semplice, senza abbonamenti

L’intermediario può richiedere il supporto dei professionisti di AssiCompliance esclusivamente per la specifica tematica di interesse, con un costo fisso e senza alcun obbligo di sottoscrivere un abbonamento.

L’obiettivo è fornire un primo supporto specialistico e una valutazione di compliance su casi concreti, aiutando l’intermediario a gestire correttamente gli adempimenti e a ridurre il rischio di errori interpretativi.

Si tratta di una soluzione particolarmente adatta per chi desidera mantenere autonomia nella gestione della compliance, potendo però contare sul supporto di professionisti qualificati quando emerge un dubbio o una necessità specifica.

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30 Giu

Insurance Risk Dashboard EIOPA: stabilità apparente, ma crescono le sfide per governance, cyber risk e resilienza del settore assicurativo

L’ultimo Insurance Risk Dashboard pubblicato da EIOPA offre una fotografia aggiornata dello stato di salute del mercato assicurativo europeo. Il quadro generale appare rassicurante: il settore continua a mostrare livelli di solvibilità elevati, una buona capacità di assorbimento degli shock e una redditività complessivamente stabile. Tuttavia, dietro questa apparente stabilità si celano segnali che meritano attenzione.

L’Autorità europea delle assicurazioni evidenzia infatti come il contesto economico e geopolitico continui a rappresentare una fonte significativa di incertezza. Le tensioni internazionali, la volatilità dei mercati finanziari, la crescente esposizione ai rischi cyber e gli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici stanno modificando profondamente il profilo di rischio delle imprese assicurative.

La resilienza dimostrata dal settore negli ultimi anni non deve quindi essere interpretata come un elemento di garanzia per il futuro. Al contrario, il contesto attuale richiede una capacità sempre maggiore di anticipare i rischi emergenti e di rafforzare i sistemi di governance e controllo.

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L’intelligenza artificiale nei mercati finanziari italiani

L’intelligenza artificiale sta rapidamente trasformando il settore finanziario italiano, passando da tecnologia sperimentale a componente strutturale dei processi operativi, decisionali e di controllo. Il recente rapporto OCSE dedicato ai mercati finanziari italiani evidenzia come banche, assicurazioni e operatori finanziari stiano accelerando l’adozione dell’AI, con impatti significativi su efficienza, produttività, gestione del rischio e modelli di business. Tuttavia, la crescita dell’AI nei servizi finanziari porta con sé nuove sfide in termini di governance, supervisione e compliance. Explainability, qualità dei dati, accountability e controllo dei modelli algoritmici diventano elementi centrali in un contesto regolamentare sempre più orientato alla trasparenza e alla tutela del cliente. Per il settore assicurativo, questo scenario rappresenta un passaggio cruciale: innovare non significa soltanto adottare nuove tecnologie, ma sviluppare modelli di utilizzo sicuri, verificabili e sostenibili nel tempo.

In questo contesto, il ruolo delle autorità di vigilanza evolve rapidamente. Banca d’Italia, IVASS e istituzioni europee stanno rafforzando gli strumenti di supervisione sui modelli AI, integrando le tradizionali verifiche prudenziali con nuovi controlli relativi a qualità dei dati, monitoraggio algoritmico e gestione del rischio tecnologico. L’obiettivo non è rallentare l’innovazione, ma favorire uno sviluppo dell’AI coerente con i principi di affidabilità, tutela del consumatore e stabilità del sistema finanziario.

Per il settore assicurativo e per gli intermediari, il tema non riguarda più soltanto la digitalizzazione dei processi, ma la costruzione di un modello di governance capace di integrare innovazione, compliance e controllo. Il vero vantaggio competitivo, nei prossimi anni, non sarà semplicemente utilizzare l’intelligenza artificiale, ma governarla in modo trasparente, responsabile e conforme alle aspettative regolamentari europee.

 

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Intelligenza artificiale e polizze long-term care: tra personalizzazione del rischio ed esclusione sociale

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel settore assicurativo sta aprendo nuove frontiere nella personalizzazione del rischio, ma solleva al contempo interrogativi profondi in termini di equità, inclusione e tutela dei diritti fondamentali. Questo tema emerge con particolare intensità nelle polizze long-term care (LTC), dove la valutazione del rischio incide direttamente sull’accesso a strumenti di protezione legati alla salute e alla non autosufficienza.

Nel contesto europeo, l’evoluzione normativa – guidata dal Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act) e dal GDPR – impone un cambio di paradigma: l’innovazione tecnologica deve essere accompagnata da presidi rigorosi di governance, trasparenza e responsabilità. In questo scenario, l’AI non è solo una leva di efficienza, ma un fattore che incide sull’equilibrio tra personalizzazione assicurativa e rischio di esclusione sociale. In questo scenario, il vero equilibrio da raggiungere non è tra innovazione e regolazione, ma tra efficienza tecnologica e giustizia sociale. Le polizze long-term care rappresentano un banco di prova emblematico: la capacità del settore assicurativo di integrare l’intelligenza artificiale in modo responsabile determinerà non solo nuovi modelli di business, ma anche il grado di inclusività del sistema nel suo complesso.

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GenAI nelle assicurazioni: accelerazione sì, ma il vero nodo è la compliance

L’adozione della Generative AI nel settore assicurativo sta accelerando rapidamente, spinta dalla necessità di aumentare efficienza, automazione e qualità dei servizi. Tuttavia, dietro questa spinta innovativa emerge con forza un elemento chiave: la vera sfida non è tecnologica, ma di governance e compliance. In un contesto regolamentare sempre più articolato – tra AI Act, DORA e normative sulla protezione dei dati – le compagnie assicurative sono chiamate a bilanciare innovazione e controllo, garantendo che l’adozione della GenAI sia sostenibile, tracciabile e conforme.

Nel 2026, la Generative AI rappresenta uno dei principali fattori di trasformazione del settore assicurativo. Dalla gestione dei sinistri all’underwriting, fino al customer service, le applicazioni si moltiplicano, portando benefici tangibili in termini di velocità e capacità di analisi. Tuttavia, questa accelerazione pone interrogativi rilevanti su responsabilità, trasparenza e controllo dei processi decisionali automatizzati.

Il punto centrale non è più “se” adottare la GenAI, ma “come” farlo in modo conforme. Le normative europee introducono un approccio basato sul rischio e richiedono alle imprese di garantire auditabilità, explainability e supervisione umana dei sistemi AI. In ambito assicurativo, dove le decisioni impattano direttamente su clienti e diritti, questi requisiti assumono un peso ancora maggiore.

In questo scenario, compagnie e intermediari sono chiamati a sviluppare competenze nuove, rafforzare i controlli interni e adottare un approccio strutturato alla gestione del rischio tecnologico. Perché il vero vantaggio competitivo non sarà nell’adozione più rapida della GenAI, ma nella capacità di governarla in modo affidabile, trasparente e conforme.

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Rischi professionali 2026: cyber, AI e governance ridisegnano lo scenario assicurativo internazionale

Il panorama dei rischi professionali sta attraversando una trasformazione profonda. Tecnologia, regolamentazione e instabilità geopolitica stanno convergendo in un unico ecosistema di rischio, rendendo sempre più complessa la gestione delle responsabilità aziendali e delle coperture assicurative. Nel 2026, cyber risk, intelligenza artificiale e governance non rappresentano più ambiti separati, ma fattori interconnessi che ridefiniscono il modo in cui imprese, intermediari e assicuratori valutano esposizioni e strategie di protezione. In questo contesto, la gestione del rischio professionale evolve da attività reattiva a funzione strategica, dove prevenzione, controllo e capacità di adattamento diventano elementi determinanti per la resilienza organizzativa e la sostenibilità del business.

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Assicurazione dei data center: da copertura di nicchia a pilastro della business continuity

L’evoluzione dell’assicurazione dei data center non riguarda solo la gestione tecnica del rischio, ma investe direttamente il perimetro della governance e della conformità regolamentare. Infrastrutture digitali critiche, continuità operativa e protezione dei dati sono oggi al centro dell’attenzione delle autorità europee e internazionali, con un crescente livello di aspettativa in termini di controllo, tracciabilità e resilienza organizzativa.

In questo scenario, le compagnie assicurative e gli intermediari sono chiamati a rafforzare l’integrazione tra risk management, business continuity e compliance, adottando modelli di valutazione del rischio più evoluti e framework di controllo in grado di dimostrare l’effettiva capacità di prevenzione, risposta e ripristino. Standard internazionali, requisiti di audit, gestione dei fornitori critici e monitoraggio continuo delle vulnerabilità diventano elementi centrali nella costruzione di coperture assicurative adeguate e sostenibili. Per il settore assicurativo, la protezione dei data center rappresenta quindi non solo una nuova area di business, ma un banco di prova per modelli di governance integrata, capaci di coniugare innovazione tecnologica, gestione dei rischi emergenti e rispetto dei requisiti regolamentari. In un contesto in cui la continuità digitale coincide sempre più con la continuità economica, la compliance diventa parte integrante della resilienza.

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Impatto dell’IA: ridistribuzione o aumento della domanda assicurativa?

L’intelligenza artificiale non sta solo trasformando i processi assicurativi: sta ridefinendo la natura stessa della domanda di protezione. Nuovi rischi emergono, altri si trasformano, mentre l’innovazione tecnologica modifica il comportamento di imprese, intermediari e clienti. In questo scenario, il settore assicurativo non è più chiamato soltanto a innovare i propri strumenti operativi, ma a comprendere come l’AI stia ridistribuendo – e in alcuni casi ampliando – il fabbisogno assicurativo. Il 2026 segna l’inizio di una fase in cui l’impatto dell’intelligenza artificiale diventa strutturale: cambia il profilo dei rischi, evolve la domanda di coperture e si rafforza il ruolo della governance, della trasparenza e della capacità di valutazione prospettica. Per il mondo assicurativo e per gli intermediari, comprendere questa trasformazione non è più un esercizio teorico, ma una necessità strategica.

L’adozione crescente dell’intelligenza artificiale sta generando un effetto duplice sul mercato assicurativo: da un lato redistribuisce la domanda esistente, dall’altro crea nuovi bisogni di protezione. Automazione, modelli predittivi, sistemi decisionali avanzati e infrastrutture digitali stanno modificando l’esposizione al rischio delle imprese e, di conseguenza, il ruolo dell’assicurazione come strumento di stabilità e resilienza. Alcuni rischi tradizionali tendono a ridursi grazie alla maggiore capacità di prevenzione e analisi, mentre altri – come quelli legati a responsabilità algoritmica, errori decisionali automatizzati, cybersecurity e governance dei dati – assumono un peso crescente. Questo spostamento non riguarda solo le compagnie, ma coinvolge direttamente intermediari, funzioni di controllo e compliance, chiamati a interpretare scenari nuovi, più dinamici e regolatoriamente complessi.

In questo contesto, diventa centrale comprendere se l’AI porterà a una semplice riallocazione della domanda assicurativa o a una sua espansione complessiva. La risposta dipenderà dalla capacità del settore di sviluppare prodotti adeguati, modelli di valutazione coerenti e framework di governance in grado di garantire trasparenza, responsabilità e fiducia.

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Il 2026 del settore assicurativo: l’anno in cui l’AI passa dalla fase sperimentale all’adozione nelle aziende

Il settore assicurativo sta vivendo una fase di passaggio decisiva: dopo anni di entusiasmo, sperimentazioni e progetti pilota, l’intelligenza artificiale si prepara a entrare nel cuore dei processi core. Non più come promessa tecnologica, ma come leva concreta di efficienza, qualità decisionale e competitività.

Il 2025 può essere ricordato come l’anno della prova generale. Il 2026, invece, si profila come l’anno delle scelte: scelte di governance, di responsabilità, di integrazione reale dell’AI nei flussi di underwriting, sinistri e compliance. Ed è proprio su queste scelte che si giocherà la differenza tra chi riuscirà a trasformare l’innovazione in valore e chi resterà bloccato in una modernizzazione solo apparente.

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