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Intelligenza artificiale e polizze long-term care: tra personalizzazione del rischio ed esclusione sociale

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel settore assicurativo sta aprendo nuove frontiere nella personalizzazione del rischio, ma solleva al contempo interrogativi profondi in termini di equità, inclusione e tutela dei diritti fondamentali. Questo tema emerge con particolare intensità nelle polizze long-term care (LTC), dove la valutazione del rischio incide direttamente sull’accesso a strumenti di protezione legati alla salute e alla non autosufficienza.

Nel contesto europeo, l’evoluzione normativa – guidata dal Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act) e dal GDPR – impone un cambio di paradigma: l’innovazione tecnologica deve essere accompagnata da presidi rigorosi di governance, trasparenza e responsabilità. In questo scenario, l’AI non è solo una leva di efficienza, ma un fattore che incide sull’equilibrio tra personalizzazione assicurativa e rischio di esclusione sociale. In questo scenario, il vero equilibrio da raggiungere non è tra innovazione e regolazione, ma tra efficienza tecnologica e giustizia sociale. Le polizze long-term care rappresentano un banco di prova emblematico: la capacità del settore assicurativo di integrare l’intelligenza artificiale in modo responsabile determinerà non solo nuovi modelli di business, ma anche il grado di inclusività del sistema nel suo complesso.

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GenAI nelle assicurazioni: accelerazione sì, ma il vero nodo è la compliance

L’adozione della Generative AI nel settore assicurativo sta accelerando rapidamente, spinta dalla necessità di aumentare efficienza, automazione e qualità dei servizi. Tuttavia, dietro questa spinta innovativa emerge con forza un elemento chiave: la vera sfida non è tecnologica, ma di governance e compliance. In un contesto regolamentare sempre più articolato – tra AI Act, DORA e normative sulla protezione dei dati – le compagnie assicurative sono chiamate a bilanciare innovazione e controllo, garantendo che l’adozione della GenAI sia sostenibile, tracciabile e conforme.

Nel 2026, la Generative AI rappresenta uno dei principali fattori di trasformazione del settore assicurativo. Dalla gestione dei sinistri all’underwriting, fino al customer service, le applicazioni si moltiplicano, portando benefici tangibili in termini di velocità e capacità di analisi. Tuttavia, questa accelerazione pone interrogativi rilevanti su responsabilità, trasparenza e controllo dei processi decisionali automatizzati.

Il punto centrale non è più “se” adottare la GenAI, ma “come” farlo in modo conforme. Le normative europee introducono un approccio basato sul rischio e richiedono alle imprese di garantire auditabilità, explainability e supervisione umana dei sistemi AI. In ambito assicurativo, dove le decisioni impattano direttamente su clienti e diritti, questi requisiti assumono un peso ancora maggiore.

In questo scenario, compagnie e intermediari sono chiamati a sviluppare competenze nuove, rafforzare i controlli interni e adottare un approccio strutturato alla gestione del rischio tecnologico. Perché il vero vantaggio competitivo non sarà nell’adozione più rapida della GenAI, ma nella capacità di governarla in modo affidabile, trasparente e conforme.

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