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RIS: mandato della Commissione UE ad EIOPA sulle modifiche alla IDD

La tutela degli investitori al dettaglio e la trasparenza nella distribuzione dei prodotti finanziari e assicurativi sono al centro della Retail Investment Strategy (RIS), il pacchetto di iniziative europee volto a rendere gli investimenti più accessibili, comprensibili e coerenti con gli interessi dei clienti. In questo contesto, la Commissione europea ha conferito a EIOPA un mandato per approfondire le modifiche alla Direttiva sulla distribuzione assicurativa (IDD), con l’obiettivo di definire indicazioni tecniche che contribuiscano a rendere più efficaci le regole applicabili a imprese e intermediari assicurativi. Tra i temi principali figurano il rapporto qualità-prezzo dei prodotti, la gestione degli incentivi, la valutazione delle esigenze dei clienti e la trasparenza delle comunicazioni commerciali.

 

La Retail Investment Strategy rappresenta un passaggio importante nel percorso di evoluzione della normativa europea sulla distribuzione dei prodotti di investimento. Il suo obiettivo è rafforzare la fiducia dei risparmiatori nel mercato finanziario, migliorando la qualità delle informazioni ricevute e assicurando che i prodotti proposti siano coerenti con le loro esigenze e con il valore dei servizi offerti.

Per il settore assicurativo, una parte significativa di questo percorso riguarda la revisione della Direttiva (UE) 2016/97, nota come Insurance Distribution Directive (IDD), con particolare riferimento ai prodotti di investimento assicurativi, i cosiddetti IBIP. La Commissione europea ha quindi richiesto a EIOPA un parere tecnico sulle modifiche normative e sugli atti di secondo livello necessari a garantirne un’applicazione coerente. Il mandato, con scadenza prevista al 1° ottobre 2027, riguarda diversi ambiti: dalla vigilanza e governance dei prodotti (Product Oversight and Governance, POG) e dalla valutazione del rapporto qualità-prezzo (value for money), fino alla disciplina degli incentivi, ai test di adeguatezza e appropriatezza e alle comunicazioni di marketing.

Particolare attenzione è riservata anche alla semplificazione del percorso dell’investitore, attraverso la riduzione degli adempimenti non necessari e lo sviluppo di forme di consulenza semplificata, senza compromettere gli standard di tutela del cliente. Parallelamente, il rafforzamento delle regole sugli incentivi e sulla comunicazione commerciale mira a limitare i conflitti di interesse e a garantire che le informazioni sui prodotti siano corrette, chiare e non fuorvianti.

Per gli intermediari assicurativi e le imprese del settore, questi sviluppi rappresentano un tema rilevante sul piano della compliance, dell’organizzazione interna e dei processi di distribuzione. È tuttavia importante distinguere il mandato conferito a EIOPA dalle disposizioni definitive: il lavoro dell’Autorità europea è finalizzato a fornire indicazioni tecniche che contribuiranno alla definizione delle successive misure normative. Comprendere fin da ora gli ambiti interessati dalla revisione consente agli operatori di seguire l’evoluzione del quadro regolamentare e di valutare le possibili ricadute sulle proprie attività.

 

 

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EIOPA e gli Insurance Guarantee Schemes: verso standard comuni europei per una maggiore tutela degli assicurati

La protezione degli assicurati in caso di insolvenza di un’impresa assicurativa rappresenta una delle questioni più rilevanti per la stabilità e la fiducia nel mercato europeo. Sebbene le compagnie possano operare oltre i confini nazionali attraverso il sistema della licenza unica, i livelli di tutela garantiti ai contraenti in caso di fallimento possono ancora variare sensibilmente tra gli Stati membri.

In questo contesto, EIOPA ha pubblicato il 1° settembre 2026 il proprio Technical Advice sui requisiti minimi comuni per gli Insurance Guarantee Schemes (IGS), fornendo alla Commissione europea indicazioni per un’armonizzazione mirata e proporzionata dei sistemi di garanzia assicurativa. L’obiettivo è ridurre le differenze esistenti tra i Paesi dell’Unione, rafforzando la protezione degli assicurati e sostenendo il corretto funzionamento del mercato unico. Gli Insurance Guarantee Schemes (IGS) costituiscono uno strumento di protezione destinato a intervenire quando un’impresa assicurativa non è più in grado di adempiere ai propri obblighi. Nell’Unione europea, tuttavia, i sistemi di garanzia presentano differenze significative per quanto riguarda l’esistenza stessa degli schemi, il perimetro delle polizze coperte, le modalità di finanziamento e i meccanismi di attivazione. Questa frammentazione può determinare livelli di tutela differenti per gli assicurati, soprattutto nei casi di attività assicurativa transfrontaliera.

Per il settore assicurativo, il dibattito sugli IGS coinvolge quindi non soltanto la tutela del consumatore, ma anche la gestione delle crisi aziendali, la stabilità del mercato e il coordinamento tra le autorità competenti. Comprendere le indicazioni di EIOPA consente di inquadrare le possibili evoluzioni della protezione degli assicurati in Europa e le implicazioni che un futuro processo di armonizzazione potrebbe avere per compagnie, intermediari e funzioni di compliance.

 

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L’intelligenza artificiale nei mercati finanziari italiani

L’intelligenza artificiale sta rapidamente trasformando il settore finanziario italiano, passando da tecnologia sperimentale a componente strutturale dei processi operativi, decisionali e di controllo. Il recente rapporto OCSE dedicato ai mercati finanziari italiani evidenzia come banche, assicurazioni e operatori finanziari stiano accelerando l’adozione dell’AI, con impatti significativi su efficienza, produttività, gestione del rischio e modelli di business. Tuttavia, la crescita dell’AI nei servizi finanziari porta con sé nuove sfide in termini di governance, supervisione e compliance. Explainability, qualità dei dati, accountability e controllo dei modelli algoritmici diventano elementi centrali in un contesto regolamentare sempre più orientato alla trasparenza e alla tutela del cliente. Per il settore assicurativo, questo scenario rappresenta un passaggio cruciale: innovare non significa soltanto adottare nuove tecnologie, ma sviluppare modelli di utilizzo sicuri, verificabili e sostenibili nel tempo.

In questo contesto, il ruolo delle autorità di vigilanza evolve rapidamente. Banca d’Italia, IVASS e istituzioni europee stanno rafforzando gli strumenti di supervisione sui modelli AI, integrando le tradizionali verifiche prudenziali con nuovi controlli relativi a qualità dei dati, monitoraggio algoritmico e gestione del rischio tecnologico. L’obiettivo non è rallentare l’innovazione, ma favorire uno sviluppo dell’AI coerente con i principi di affidabilità, tutela del consumatore e stabilità del sistema finanziario.

Per il settore assicurativo e per gli intermediari, il tema non riguarda più soltanto la digitalizzazione dei processi, ma la costruzione di un modello di governance capace di integrare innovazione, compliance e controllo. Il vero vantaggio competitivo, nei prossimi anni, non sarà semplicemente utilizzare l’intelligenza artificiale, ma governarla in modo trasparente, responsabile e conforme alle aspettative regolamentari europee.

 

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Intelligenza artificiale e polizze long-term care: tra personalizzazione del rischio ed esclusione sociale

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel settore assicurativo sta aprendo nuove frontiere nella personalizzazione del rischio, ma solleva al contempo interrogativi profondi in termini di equità, inclusione e tutela dei diritti fondamentali. Questo tema emerge con particolare intensità nelle polizze long-term care (LTC), dove la valutazione del rischio incide direttamente sull’accesso a strumenti di protezione legati alla salute e alla non autosufficienza.

Nel contesto europeo, l’evoluzione normativa – guidata dal Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act) e dal GDPR – impone un cambio di paradigma: l’innovazione tecnologica deve essere accompagnata da presidi rigorosi di governance, trasparenza e responsabilità. In questo scenario, l’AI non è solo una leva di efficienza, ma un fattore che incide sull’equilibrio tra personalizzazione assicurativa e rischio di esclusione sociale. In questo scenario, il vero equilibrio da raggiungere non è tra innovazione e regolazione, ma tra efficienza tecnologica e giustizia sociale. Le polizze long-term care rappresentano un banco di prova emblematico: la capacità del settore assicurativo di integrare l’intelligenza artificiale in modo responsabile determinerà non solo nuovi modelli di business, ma anche il grado di inclusività del sistema nel suo complesso.

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GenAI nelle assicurazioni: accelerazione sì, ma il vero nodo è la compliance

L’adozione della Generative AI nel settore assicurativo sta accelerando rapidamente, spinta dalla necessità di aumentare efficienza, automazione e qualità dei servizi. Tuttavia, dietro questa spinta innovativa emerge con forza un elemento chiave: la vera sfida non è tecnologica, ma di governance e compliance. In un contesto regolamentare sempre più articolato – tra AI Act, DORA e normative sulla protezione dei dati – le compagnie assicurative sono chiamate a bilanciare innovazione e controllo, garantendo che l’adozione della GenAI sia sostenibile, tracciabile e conforme.

Nel 2026, la Generative AI rappresenta uno dei principali fattori di trasformazione del settore assicurativo. Dalla gestione dei sinistri all’underwriting, fino al customer service, le applicazioni si moltiplicano, portando benefici tangibili in termini di velocità e capacità di analisi. Tuttavia, questa accelerazione pone interrogativi rilevanti su responsabilità, trasparenza e controllo dei processi decisionali automatizzati.

Il punto centrale non è più “se” adottare la GenAI, ma “come” farlo in modo conforme. Le normative europee introducono un approccio basato sul rischio e richiedono alle imprese di garantire auditabilità, explainability e supervisione umana dei sistemi AI. In ambito assicurativo, dove le decisioni impattano direttamente su clienti e diritti, questi requisiti assumono un peso ancora maggiore.

In questo scenario, compagnie e intermediari sono chiamati a sviluppare competenze nuove, rafforzare i controlli interni e adottare un approccio strutturato alla gestione del rischio tecnologico. Perché il vero vantaggio competitivo non sarà nell’adozione più rapida della GenAI, ma nella capacità di governarla in modo affidabile, trasparente e conforme.

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Rischi professionali 2026: cyber, AI e governance ridisegnano lo scenario assicurativo internazionale

Il panorama dei rischi professionali sta attraversando una trasformazione profonda. Tecnologia, regolamentazione e instabilità geopolitica stanno convergendo in un unico ecosistema di rischio, rendendo sempre più complessa la gestione delle responsabilità aziendali e delle coperture assicurative. Nel 2026, cyber risk, intelligenza artificiale e governance non rappresentano più ambiti separati, ma fattori interconnessi che ridefiniscono il modo in cui imprese, intermediari e assicuratori valutano esposizioni e strategie di protezione. In questo contesto, la gestione del rischio professionale evolve da attività reattiva a funzione strategica, dove prevenzione, controllo e capacità di adattamento diventano elementi determinanti per la resilienza organizzativa e la sostenibilità del business.

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Assicurazione dei data center: da copertura di nicchia a pilastro della business continuity

L’evoluzione dell’assicurazione dei data center non riguarda solo la gestione tecnica del rischio, ma investe direttamente il perimetro della governance e della conformità regolamentare. Infrastrutture digitali critiche, continuità operativa e protezione dei dati sono oggi al centro dell’attenzione delle autorità europee e internazionali, con un crescente livello di aspettativa in termini di controllo, tracciabilità e resilienza organizzativa.

In questo scenario, le compagnie assicurative e gli intermediari sono chiamati a rafforzare l’integrazione tra risk management, business continuity e compliance, adottando modelli di valutazione del rischio più evoluti e framework di controllo in grado di dimostrare l’effettiva capacità di prevenzione, risposta e ripristino. Standard internazionali, requisiti di audit, gestione dei fornitori critici e monitoraggio continuo delle vulnerabilità diventano elementi centrali nella costruzione di coperture assicurative adeguate e sostenibili. Per il settore assicurativo, la protezione dei data center rappresenta quindi non solo una nuova area di business, ma un banco di prova per modelli di governance integrata, capaci di coniugare innovazione tecnologica, gestione dei rischi emergenti e rispetto dei requisiti regolamentari. In un contesto in cui la continuità digitale coincide sempre più con la continuità economica, la compliance diventa parte integrante della resilienza.

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Impatto dell’IA: ridistribuzione o aumento della domanda assicurativa?

L’intelligenza artificiale non sta solo trasformando i processi assicurativi: sta ridefinendo la natura stessa della domanda di protezione. Nuovi rischi emergono, altri si trasformano, mentre l’innovazione tecnologica modifica il comportamento di imprese, intermediari e clienti. In questo scenario, il settore assicurativo non è più chiamato soltanto a innovare i propri strumenti operativi, ma a comprendere come l’AI stia ridistribuendo – e in alcuni casi ampliando – il fabbisogno assicurativo. Il 2026 segna l’inizio di una fase in cui l’impatto dell’intelligenza artificiale diventa strutturale: cambia il profilo dei rischi, evolve la domanda di coperture e si rafforza il ruolo della governance, della trasparenza e della capacità di valutazione prospettica. Per il mondo assicurativo e per gli intermediari, comprendere questa trasformazione non è più un esercizio teorico, ma una necessità strategica.

L’adozione crescente dell’intelligenza artificiale sta generando un effetto duplice sul mercato assicurativo: da un lato redistribuisce la domanda esistente, dall’altro crea nuovi bisogni di protezione. Automazione, modelli predittivi, sistemi decisionali avanzati e infrastrutture digitali stanno modificando l’esposizione al rischio delle imprese e, di conseguenza, il ruolo dell’assicurazione come strumento di stabilità e resilienza. Alcuni rischi tradizionali tendono a ridursi grazie alla maggiore capacità di prevenzione e analisi, mentre altri – come quelli legati a responsabilità algoritmica, errori decisionali automatizzati, cybersecurity e governance dei dati – assumono un peso crescente. Questo spostamento non riguarda solo le compagnie, ma coinvolge direttamente intermediari, funzioni di controllo e compliance, chiamati a interpretare scenari nuovi, più dinamici e regolatoriamente complessi.

In questo contesto, diventa centrale comprendere se l’AI porterà a una semplice riallocazione della domanda assicurativa o a una sua espansione complessiva. La risposta dipenderà dalla capacità del settore di sviluppare prodotti adeguati, modelli di valutazione coerenti e framework di governance in grado di garantire trasparenza, responsabilità e fiducia.

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Il 2026 del settore assicurativo: l’anno in cui l’AI passa dalla fase sperimentale all’adozione nelle aziende

Il settore assicurativo sta vivendo una fase di passaggio decisiva: dopo anni di entusiasmo, sperimentazioni e progetti pilota, l’intelligenza artificiale si prepara a entrare nel cuore dei processi core. Non più come promessa tecnologica, ma come leva concreta di efficienza, qualità decisionale e competitività.

Il 2025 può essere ricordato come l’anno della prova generale. Il 2026, invece, si profila come l’anno delle scelte: scelte di governance, di responsabilità, di integrazione reale dell’AI nei flussi di underwriting, sinistri e compliance. Ed è proprio su queste scelte che si giocherà la differenza tra chi riuscirà a trasformare l’innovazione in valore e chi resterà bloccato in una modernizzazione solo apparente.

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IA e settore assicurativo: crescita record tra frodi, sinistri e chatbot

L’intelligenza artificiale nel mercato assicurativo si concentra in modo approfondito sia sui software sia sui servizi che utilizzano tecnologie come machine learning, NLP e RPA, tra le altre, per migliorare la sottoscrizione, i sinistri, il rilevamento delle frodi e l’esperienza del cliente.

Nel 2025, erano 12,4 milioni i processi assicurativi basati sull’intelligenza artificiale in uso in tutto il mondo, con l’analisi predittiva che ne costituiva la maggioranza, pari al 41%. Le compagnie assicurative rappresentavano il 52% degli utenti finali. La crescente digitalizzazione, la necessità di efficienza operativa e soluzioni avanzate per la gestione del rischio stanno alimentando la crescita del mercato. Il mercato globale dell’IA applicata al settore assicurativo crescerà fortemente nei prossimi anni, secondo un rapporto di SNS Insider. Secondo le previsioni, il volume d’affari passerà da 8,63 miliardi di dollari nel 2025 a 59,5 miliardi nel 2033, con un tasso annuo composto del 27,3% nel periodo 2026-2033.

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